Vegan fuori casa e considerazioni sui latticini

Golosità

La domenica è trascorsa tranquilla, una piccola gita fuori programma in un paesino del modenese mi ha permesso di tornare in una gelateria buonissima, con prodotti di qualità, latte bio, zucchero di canna e tanti gusti vegani. Così, mentre i miei due accompagnatori sbranavano alla velocità della luce gelati dai gusti di creme (fanno un mascarpone delizioso 🙂 ), io mi sono gustata con la mia solita lentezza un bella coppetta con cioccolato, fragola e cedro allo zenzero.

Anche la cena è stata soddisfacente: pizza rossa con verdure alla griglia, gnam!
Una delle mie pizze preferite è la marinara, pizza vegan per eccellenza: la mangio molto spesso e devo dire che le volte in cui scelgo pizze con la mozzarella ne sento tutta pesantezza sullo stomaco. Sin da quanto sono piccola sono intollerante ai latticini e non vado pazza per i formaggi freschi. Preferisco quelli stagionati, generalmente accompagnati da qualche composta o da miele. Ma nello stare senza latticini sento una leggerezza che mi fa stare bene.

Qualcuno forse si chiederà che correlazione ci sia tra benessere animale e consumo di latticini, dato che a differenza della carne nessun animale muore per produrre latte… ed è qui che ci si sbaglia, perché se è vero che la mucca non viene uccisa per avere il latte, come invece succede per la carne, questa è la fine che spetta ai vitelli perché, come tutti i mammiferi, anche le mucche non producono latte di default: devono aver partorito. E che fine fanno i loro vitelli? Se maschi dopo qualche tempo finiscono al macello, poiché non rendono nulla ad un allevatore se non con la loro carne, se femmine qualcuna verrà tenuta come mucca per essere nuovamente inserita nel ciclo produttivo di cui sopra, le altre al macello pure loro.

Amo fare scelte consapevoli e la scelta alimentare è una di quelle che mi coinvolgono di più e non solo perché si tratta della mia salute decidere cosa mangiare e cosa no, ma anche perché in una società consumistica basata sull’acquisto, ogni volta che acquistiamo non stiamo solo scegliendo un prodotto, ma favorendo e dando un segnale a chi quel prodotto lo produce. Dai tempi delle superiori mi sono avvicinata al consumo critico, al boicottaggio di alcuni prodotti che avevano politiche produttive aberranti e all’acquisto di prodotti in canali certificati (iniziavano allora i primi negozi equosolidali a Bologna) ed è una dimensione in cui continuo a ritrovarmi molto, con alti e bassi e necessari compromessi. Ad ogni modo credo che l’importante sia che certe cose uno le sappia, poi prenderà le sue decisioni, ma che siamo davvero sue, e non imposte da qualcun altro.

E ora veniamo alla ricetta di oggi 🙂

Vellutata di finocchi
Avanzi di finocchio (come in foto)
Quattro patate di medie dimensioni
Uno spicchio d’aglio
Acqua
Olio
Sale
(Menta o pepe facoltativi)

Tagliare gli scarti di finocchio a fette sottili, mettere a rosolare in una casseruola olio, aglio e finocchi. Dopo un paio di minuti aggiungere le patate sbucciate e tagliate a pezzetti, sale ed eventuali spezie. Coprire tutto con acqua calda (per averla cremosa e non liquida fate in modo che l’acqua superi appena il contenuto della casseruola). Coprire con coperchio e fate cuocere a fuoco basso fino a quando le patate non saranno morbide. Frullare e servire.

Buon appetito!

 

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