Quotidianità

Colazione, Pranzo, Cena

Oggi è il 20 di aprile, sono a due terzi del mio mese vegan e devo dire che sto benissimo, mi sto sbizzarrendo in cucina e sono riuscita ad organizzarmi perfettamente nei miei pasti fuori casa: tra addii al nubilato, lauree, compleanni e varie mai mese fu più pieno di cene e pranzi in nei ristoranti più disparati… e non ho ancora finito i festeggiamenti del mese!

Se mai qualcuno dovesse essere curioso o chiedersi cosa mai mangerà una persona che ha escluso carne, pesce, latte e uova dalla sua alimentazione, ho riassunto in questa foto  l’idea dei pasti di una mia giornata tipo: anche se difficile parlare di giornate tipo (dato che mi piace variare fin dalla colazione…), grosso modo i miei pasti sono sempre strutturati in questo modo, con un cereale (grano, riso, orzo, etc)  e verdure che la fanno da padrone in un pasto e legumi e verdure cotte e/o crude in un altro.  Ecco un esempio:

Colazione:

  • Caffè d’orzo
  • fette di pane (home made 🙂 ) con marmellata e tahin (al posto del burro)

Pranzo:

  • Gnocchi conditi con zucchine a pezzetti saltate con aglio e limone

Cena:

  • Lenticchie tirate con sugo di pomodoro
  • Broccoli al vapore conditi con olio evo, sale e pepe
  • Insalata di cavolo, peperoni e radicchio rosso
  • patate e cipolle al forno

L’esperienza di questi giorni in ristoranti vari conferma quanto la nostra cucina sia abituata all’utilizzo di uova, latte, formaggi in tutte le sue forme e sembra che senza questi ingredienti sia impossibile preparare un piatto saporito. Prendiamo ad esempio il pranzo in agriturismo di domenica scorsa. Certamente non deve essere facile per chi propone menù di pasta all’uovo condita con ragù e carne alla griglia fare un piatto vegan, ma avvisati per tempo lo chef aveva trovato una bella idea: delle specie di vermicelli fatti con sola acqua e farina conditi con un pesto di asparagi. Benissimo. Peccato che il risultato sia stato davvero deludente… : non usare burro o formaggio non ti impedisce di usare olio, aglio, cipolla, insomma: di fare un soffritto! Ti ho detto che non mangio alcuni alimenti, non che sono a dieta 🙂 Perché quindi hai dovuto rovinare degli asparagi facendo un pesto che altro non era che asparagi bolliti frullati con pochissimo sale?  un po’ come raccontavo in questo post: vegan non vuole dire “senza gusto” 🙂

Il prossimo post allora sarà dedicato agli asparagi, a come cucinarli e utilizzarli al meglio , perché  anche se non si è vegan il loro sapore delicato non andrebbe ammazzato con paste all’uovo e quintalate di parmigiano :).

E a voi? Quante volte è capitato di mangiare in un ristorante e pensare “questo so farlo meglio io”?

 

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5 pensieri su “Quotidianità

  1. Von Calypso ha detto:

    Credo che un pò tutti coloro che hanno dimestichezza con pentole e fornelli e a cui piaccia cucinare trovino col tempo la ricetta perfetta fatta su misura loro per i loro piatti preferiti e che quindi, quando vanno al ristorante e prendono uno di questi piatti, si trovino inevitabilmente davanti ad una delusione.

    Io esco a mangiare raramente e raramente mangio ciò che mangio anche a casa….

    Perchè tanto so che quello che mi cucino a casa è basato su di me e non può che essere più buono che quello cucinato da qualcun’altro che non conosce i miei gusti. Tuttavia non sempre presso i ristoranti si trovano le ricette originali: ho assistito a vere e proprie aberrazioni con la carbonara…benchè io non sia certo una purista….ma la panna nelle uova non ce sta.

    🙂
    prossima volta avvisa…che non sei a dieta….

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    • Emme ha detto:

      Il fatto è che a me succede anche quando non mi trovo davanti alla mia ricetta preferita 🙂
      Anche io non esco a mangiare molto spesso, questo mese è stato un’eccezione e devo dire che le ultime volte in cui pensavo di andare a fuori a cena con un’amica, dopo aver passato in rassegna i vari ristoranti possibili, le ho proposto di cenare da me: risultato garantito e spesa minima 😀

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      • Von Calypso ha detto:

        Se esiste un Dio direi che ti ha messo proprio alla prova… con tutte queste uscite e la decisione del mese vegan. Quando ho letto del sugo agli asparagi ho pianto. Posso quindi ben capire la scelta di mangiare a casa, oltre l’indubbio risparmio…

        Io sono in fase dealcolizzazione, ovvero bevo solo venerdì e sabato e il resto mi scasso di bibite, té (deteinato) freddo e succhi di frutta e… mi è capitata anche la birra analcolica: che per me è eresia… beh ti dirò è stato più facile del previsto… e mi sono resa conto di quanto l’alcol abbia pervaso la mia vita dandole un significato fittizio…

        Immagino che il passaggio da veg a vegan sia stato simile…per certi versi pure non trattandosi di dipendenza… è stato un bel cambiamento e le continue uscite credo siano state una grande prova di resistenza che mi pare tu hai superato brillantemente.

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